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Mi chiamo Matteo e ho 22 anni e sto insieme da due anni a
Veronica, una splendida ragazza di 20 anni. E' una ragazza che piace molto,
specialmente ai miei amici che non perdono mai l’occasione di spogliarla con
gli occhi, ammirando i suoi 170 centimetri con dei capelli neri di media
lunghezza, una 2° di seno, un sedere dalla rotondità perfetta e prosperoso
quanto basta per desiderarlo, con una profumatissima pelle vellutata e
perennemente abbronzata dal sole della nostra amata isola…la Sardegna. Di
lei mi attrae tutto, dai suoi splendidi piedi al suo fantastico viso tra il
dolce e il provocante! Ieri notte decidemmo di uscire soli e andammo a
consumare un frappè in un pub, e mentre parlavamo del più e del meno abbiamo
notato la coppia che era seduta accanto al nostro tavolo, aveva degli
atteggiamenti inconsueti e tra una sbirciata e l’altra notai che la porca
stava masturbando il suo ragazzo senza troppi complimenti, convinta che
nessuno la vedesse. Quando lo feci notare a Veronica, affermò che erano
degli schifosi, ma sapevo bene che non lo pensava e avevo pienamente ragione
perché cominciò a sbirciare e cominciando a sudare senza motivo, poiché
aveva una minigonna e un top molto piccolo e il locale era climatizzato.
Poco dopo mi guardò negli occhi e mi disse che era ora di andare e una volta
saliti in macchina volle guidare lei e mentre facevamo rientro gli dissi che
la tipa che avevamo visto al pub era una gran bella porca e che se faceva
una cosa così in un pub chissà cosa gli combinava quando erano soli. A
queste mie parole lei s’innervosì senza dir nulla, ma dopo poche centinaia
di metri entrò in un parcheggio dove generalmente si fermano solo coppiette
e una volta spenta la macchina mi guardò negli occhi e mi disse: - TI AMO! E
in successione alla splendida frase mi tirò un ceffone assicurandomi che lei
era sicuramente più porca di lei e che me lo avrebbe dimostrato. Scese dalla
macchina mi aprì lo sportello e m’invitò a scendere e guardandomi in torno
notai che il parcheggio era pieno e avevamo macchine parcheggiate a circa
due metri davanti a noi e nei rispettivi lati e sinceramente non capivo cosa
avesse in mente poiché lo ha sempre voluto fare in posti tranquilli dove
nessuno potesse disturbarci. Rimasi allibito, infatti, quando la vidi
spogliarsi e dopo avermi tirato una altro schiaffo mi disse di spogliarmi,
ero impietrito e obbedii dopo qualche secondo di esitazione, non feci in
tempo a sfilarmi le mutande che lei si era già inginocchiata e mi prese il
cazzo ormai duro come il marmo e che mi faceva male dall’eccitazione e
succhiandolo con una tale avidità che mi sentivo come se stesse cercando di
aspirarmi l’anima…non la riconoscevo più…Dopo qualche minuto si spostò
dicendomi che era il mio turno e dopo essersi sdraiata sul cofano anteriore
della mia macchina divaricò le gambe e cominciai a leccargliela e la mia
eccitazione era sempre più dolorosa nel sentire i suoi movimenti e le sue
mani che mi tiravano i capelli, stava per venire quando mi fece spostare
dicendomi che voleva sentirlo dentro, si girò e la penetrai alla pecorina,
cominciammo a muoverci, presi da una foga mai avuta in questi due anni di
sesso, le strizzavo i capezzoli e le tiravo i capelli mentre lei m’incitava
a dirle che era la mia puttana..la mia troia, ma non feci in tempo a
ripeterlo per la seconda volta che un urlo liberatorio e delle esclamazioni
di piacere mi fecero capire che era arrivato il suo orgasmo.Talmente era
stato il suo piacere che vidi che le scendevano delle lacrime, cosa che
avevo visto in poche occasioni, s’inchinò cominciò a leccarmi la cappella e
strizzarmi le palle dicendomi che mi voleva veder godere e di sborrarla in
bocca cosa che feci in successione alle sue parole riversandogli una
quantità indefinita del mio amore nel suo palato.
Rimasi nuovamente stupito quando notai che non lo aveva sputato, cosa che
aveva sempre fatto perché le faceva schifo, ma capii il perché non lo avesse
fatto quando mi baciò riversandomi il mio sperma in bocca tenendomi la testa
in modo da non potermi spostare e costringendomi ad ingoiarlo io stesso
avevo sempre chiesto di fare lei!
Mi disse di non permettermi mai più di guardare altre ragazze e pensare se
fossero porche o meno perché lei doveva essere la numero uno per me e
dovetti prometterglielo dolorante visto che mi stava stritolando le palle
dicendomi anche di vestirmi di corsa perché la coppietta nell’auto affianco
noi ci stava guardando da un pezzo e che era ora di rientrare a casa.
Questo racconto non è un gran che…ma cercate di capirmi…non sono uno
scrittore…ma un ragazzo che vi ha voluto raccontare una sua
esperienza!inviatemi i vostri commenti e consigli…grazie! Matteo e Veronica
Racconto tratto da:
I racconti di Milù
http://www.iomilu.com/viewstory.php?sid=2683 |
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