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Mara stanca per il lungo viaggio parcheggiò nel garage
dell’hotel. Chiamò per l’ennesima volta Carlo ma il telefono continuava a
suonare libero. Stizzita con un’imprecazione al marito spense il cellulare
ed entrò nella hall dell’albergo. Si registrò al banco e una volta salita in
camera si spogliò e si ficcò sotto la doccia. Avvolta dall’acqua calda si
rilassò completamente e mentre si insaponava si convinse che aveva fatto
bene a non proseguire sino a casa. Non voleva rivedere subito il marito
anche perché 3 giorni prima di partire avevano litigato furiosamente. Il
motivo era sempre quello, Carlo dopo 10 anni di matrimonio trovava che il
menage era diventato troppo noioso e cercava di coinvolgere Mara a nuove
esperienze erotiche. Dopo molte resistenze alla fine aveva acconsentito ad
incontrare una coppia (Luisa e Marco) conosciuta su un annuncio ma
l’esperienza si era dimostrata disastrosa. Dopo una serata nervosissima Mara
si era trovata accanto il marito dell’altra e mentre Carlo sull’altro divano
aveva iniziato i preliminari con Luisa , lei sotto i palpeggiamenti di Marco
si era fatta sempre più ritrosa. Per non rovinare definitivamente la serata
aveva impugnato il cazzo che l’uomo le porgeva e con gesti indifferenti
aveva iniziato a menarglielo. Dall’altro lato Carlo con Luisa gia nudi
andavano alla grande, gettato un’occhiata ai due Mara vedeva Luisa col cazzo
sino in gola spompinare come un’indemoniata mentre il marito le leccava
rumorosamente la fica. Marco cercava sempre di ficcarglielo in bocca e alla
fine Mara lo prese fra le labbra e iniziò a baciarglielo dandogli dei
piccoli colpi di lingua sulla cappella. Spronato l’uomo le mise la mano
sulla nuca e facendo forza le ficcò il cazzo in gola. Impreparata l’assalì
un conato di vomito e toltolo di bocca iniziò a leccargli l’asta turgida.
Sentiva la mano che la frugava nelle mutandine accarezzandogli con le dita
le labbra della fica. Voleva resistere ma sentiva, nonostante tutto, il
piacere montargli dentro e facendola bagnare. Marco sempre più impaziente le
montò sopra e scostandole le mutande le appoggiò la punta del cazzo sulla
fica bagnata e con due colpi glielo ficcò tutto dentro. Mara gemette e
aggrappatosi a lui iniziò a fottere assecondando i suoi movimenti per
portarlo al più presto al godimento. Infatti dopo poco Marco si inarcò e con
un gemito le sborrò nella fica. Toltasi da sotto si ritirò precipitosamente
in bagno per pulirsi ed una volta fatto il bidè e ritornata nella stanza si
accorse che Marco si era unito alla coppia che stava fottendo, con grande
gioia di Luisa che si ritrovava cosi con due cazzi, uno in fica e l’altro
nel culo. Più tardi a letto dopo essersi sorbita l’orgia fra i tre, litigò
furiosamente con Carlo e cosi lo lasciò, quando il giorno dopo, partì per un
lavoro.
Mentre i pensieri vagavano non si accorse che pian piano aveva iniziato ad
accarezzarsi la fichetta giocando con i riccioli e titillando il clitoride
mentre l’altra mano stuzzicava dolorosamente i capezzoli delle sue tette.
Resasi conto della situazione smise immediatamente spense l’acqua si vesti e
scese per la cena. Durante la cena si accorse che un commensale la guardava
con insistenza, ricambiò lo sguardo e quello che vide non le dispiacque anzi
senti un languorino in mezzo alle cosce. Ogni tanto i loro sguardi si
incrociavano e non vista Mara sbirciava, vergognandosene, il pacco fra le
gambe dell’uomo. Finita la cena salutò il cameriere, fece un breve cenno di
saluto all’uomo, poi si incamminò decisa verso la sua stanza imponendosi di
fare la persona seria. In camera si spogliò e poi macchinalmente giocando
col telecomando accese il televisore proprio su un canale dove trasmettevano
film porno. Dapprima infastidita poi incuriosita iniziò a seguire le
evoluzioni degli attori e pian piano cominciò ad immedesimarsi nelle eroine
del film le quali con partecipazione prendevano enormi cazzi in tutti i
buchi disponibili. Il leggiero bussare alla porta la fece trasalire e
messasi alla belle meglio una vestaglia apri la porta e si trovò di fronte
l’uomo della sala da pranzo. Questi la guardo con occhi chiaramente vogliosi
e Marta vincendo ogni indugio, complice il film porno, presalo per la
cinghia dei pantaloni lo tirò nella stanza incollandogli le labbra alla sua
bocca in un bacio avvolgente. Fabio, l’uomo, non rimase indifferente e
brancatola per le natiche la sollevò di peso e depostala sul letto le tolse
la vestaglia lasciandola nuda e vogliosa. Poi mentre si spogliava si infilò
con la faccia fra le sue cosce e iniziò freneticamente a leccarle la fregna.
Marta iniziò a uggiolare come una cagna inarcando la schiena in modo da
offrire la fica tutta da leccare. Toltosi i boxer le sventolò sotto il naso
un cazzo di notevoli dimensioni, che subito ingoiò iniziando a ciucciarlo e
insalivando l’asta con la lingua. Fabio messosi alla 69 sopra di lei
continuò a leccarle la vagina mentre con un dito ficcatole nel culo la
sodomizzava lentamente sempre più a fondo. Dopo una decina di minuti Marta
era già venuta un paio di volte ed iniziò ad incitarlo..”dai chiavami,
infilami il cazzo nella fica e montami come una vacca se no scoppio”.
Allargatole le gambe Fabio si infilò un preservativo e dopo uno
strusciamento preliminare del cazzo contro le labbra della fica, lo piantò
completamente nel buco di Marta e con ritmo frenetico iniziò a pomparla. Il
grosso cazzo inizialmente faceva fatica a penetrare strusciando contro le
pareti della vulva, ma poi lubrificato dal preservativo e dall’umore ficale
di Marta riprese a scivolare dentro e fuori sempre più velocemente finchè
con un gemito Fabio godette riempiendo il guanto di sborra all’interno della
fica. Continuò ancora un po’, poi ritirandolo, il preservativo si sfilò dal
cazzo molle rimanendo pieno di sperma all’interno della vagina. Dimenticando
la situazione si misero a ridere, poi con impegno Fabio infilò le dita nella
fica e rimestando dentro recuperò il guanto.
Con tutto questo trafficare ritornò la voglia ai due amanti e dopo una
sapiente serie di leccate alla cappella il cazzo di Fabio ritornò di nuovo
rigido.”Sei proprio un gran troia con una fica dolcissima”. Marta lo prese
per un complimento e infilatosi un preservativo in bocca lo infilò da
esperta sull’uccello dell’uomo, poi messasi a cavalcioni si impalò sul cazzo
velocemente e iniziò a fotterlo. Sotto di lei Fabio prendendola per il culo
assecondava la monta e poco dopo raggiunsero assieme l’orgasmo. “Dai, non
venire nel guanto, sborrami in bocca, dammi da bere la tua broda”.Al culmine
l’uomo la ribaltò e sfilatole il cazzo dalla fica e toltosi il preservativo
le infilò la verga in gola dove venne con getti di calda sborra. Marta
inghiotti il tutto e avanzatane un po’ baciò l’uomo inserendogli lo sperma
nella sua bocca. Esausti si allungarono uno vicina all’altra parlando del
più e del meno. Marta si appisolò e dopo qualche tempo sentì di nuovo la
presenza del cazzo contro il fianco.
“Sei proprio insaziabile, non vorrai dirmi che vuoi ancora montarmi.” “Non
mi era mai capitato una cosa come questa, con mia moglie al massimo ne
facevo un paio in una notte” e messosi sopra di lei le ficcò per l’ennesima
volta il cazzo in bocca da succhiare ed allungatosi fra le cosce dedicò
l’attenzione della sua lingua al buchetto dell’ano. Sentendosi sempre di più
solleticata nel culo, Marta cominciò a guaire (il posteriore l’aveva
concesso pochissime volte a Carlo) e senza più remore inizio ad incitarlo.
“Dai inculami, infilamelo tutto nell’ano e spaccamelo voglio godere come la
più troia delle vacche”. Fabio non si fece ripetere gli inviti e sputando un
grumo di saliva sul buco invitanteper lubrificarlo le puntò il cazzo e con
colpi poderosi glielo infilò tutto in un colpo. A Marta mancò il fiato per
il palo nel culo ma passato il primo momento di dolore iniziò ad assecondare
i colpi nel culo con sempre maggior vigore.
Al massimo della sopportazione e del godere , col le dita di Fabio che le
sditalinavano la fica mentre il cazzo le pompava il culo, senti
l’ingrossarsi sempre più rapido del pene e con un ultimo sussultò l’uomo le
godette dentro riempiendo l’ennesimo preservativo. Poi dopo un ultimo bacio
Marta si allungò vicino a lui e si addormentò stanca e dolorante.
Fu svegliata da alcuni rumori nella stanza e vide alzando lo sguardo due
uomini seminudi che la fissavano. Cercò al suo fianco Fabio ma non trovatolo
cercò di gridare, ma uno, che riconobbe nel cameriere del ristorante, le
mise una mano sulla bocca e : “Siamo venuti a riscuotere, io e il mio amico,
la nostra parte di Public Relation e siccome non siamo dei pappa ed il
cliente te lo abbiamo procurato, il compenso lo vogliamo in natura”
“Ma siete impazziti, per chi mi avete preso? Per una puttana?”
Nel frattempo toltisi gli ultimi indumenti le sventolavano vicino agli occhi
due cazzi di notevoli dimensioni. Il cameriere, Nico, indicando i tre
preservativi usati buttati sul pavimento:
“Magari non puttana, ma senz’altro una gran bella troia. E poi cosa fa quel
mazzo di soldi sul comodino?”.
Stupefatta vide che Nico aveva ragione, un grosso fascio di soldi erano
posati vicino a lei. Le venne quasi da ridere per la situazione e vedendo
che l’atmosfera era cambiata i due salirono sul letto e iniziarono a
palparla. Infilandole la mano fra le cosce e sentendole fradice di umore
ficale, Nico strizzò l’occhio al suo amico e:
”Senti questa vacca , fa la ritrosa e già si bagna pregustando la chiavata
che farà”.
Cercò di divincolarsi ricordando che non si era nemmeno lavata dopo le ore
passate con Fabio
Ma i due erano forti e alla fine dopo uno schiaffo, ebbero la meglio sulla
sua volontà di resistere.
Nico la prese per le spalle e cominciò a sbavarle sul viso e sulle tette,
mentre Gio l’altro cameriere col muso fra le sue cosce iniziò una serie di
leccate sulla fica e sull’ano. Bloccata dai due Mara, senti che la
situazione iniziava ad eccitarla, fitte di desiderio partendo dalle tette
dolorosamente succhiate scendevano giù verso la fica, la quale era sempre
più stimolata dalla lingua di Gio. Iniziò a mugolare di piacere raggiungendo
presto l’orgasmo e facendole inarcare il bacino. Vista l’offerta Giò smise
di leccarla e tiratosi su e infilatosi un preservativo le affondò il cazzo
nella vulva cominciando a pomparla furiosamente. Nel frattempo Nico smesso
di ciucciargli le tette le mise il cazzo in bocca che lei prontamente ingoiò
fino in fondo spompinandolo rumorosamente. Ad ogni affondo sentiva il cazzo
nel fondo della fica toccarle il collo dell’utero mentre il contraccolpo le
infilava il membro dell’altro giù in gola. “Nico togliti che stò per
sborrare e voglio che la vacca me la beva tutta” Giò stava venendo e
sfilatosi dalla fica si tolse il preservativo e infilatole il cazzo in gola
al posto dell’altro sborrò una serie impressionante di sperma. Per non
soffocare Marta iniziò a deglutire quel fiume salato di sborra ma ciò non
impedi che una parte le usci di bocca spandendosi sulle tette. Continuò a
succhiare l’uccello semirigido, leccandogli con goduria la sborra che era
colata lungo l’asta del cazzo. Nico nel frattempo la prese e messala alla
pecorina le monto sopra e con un grugnito le infilò il cazzo nella vagina.
Continuando a succhiare il cazzo che le aveva sborrato in bocca Marta si
allargò di più con le cosce facilitando cosi un maggior inserimento della
verga nella fica. I colpi che dava Nico erano potenti facendole sentire i
colpi dei coglioni sulla parte alta della fica e dopo un ennesimo affondo
senti i getti di sborra attraverso il preservativo. Stanca e soddisfatta si
sdraiò sul letto e Nico toltosi il preservativo glielo versò in bocca
facendole ingoiare la sborra. Finito di inghiottire gli prese in bocca
l’uccello e lo puli ben bene fino al buco del culo.
“Lo sapevo da quando ti ho vista che eri una gran vacca” disse Nico mentre
iniziava a rivestirsi.
“Senti non è che ne facciamo un’altra?” A queste parole Marta si volse verso
Gio e visto che il cazzo era di nuovo duro rimase un attimo sorpresa.
Presala come un assenso, Gio le montò sopra e sollevatole le gambe sulle
proprie spalle iniziò a sfregarle la punta del cazzo sulle labbra della fica.
Più sfregava e più la fica si bagnava, colando umore sin sull’ano. Oltre al
cazzo, l’uomo iniziò a fotterle il culo con un dito cosicche quando le puntò
il glande sull’ano trovò il buchetto già ben lubrificato e pronto ad
accogliere il bastone. Pian piano il cazzo le entrò nel culo e dopo un
attimo di pausa cominciò a fotterle lo sfintere. Quella notte dall’ano già
c’era passato Fabio col suo cazzone che l’aveva già modellato e quindi
dimenticato il dolore iniziò a godere nel culo. Quando alla fine arrivarono
all’unisono all’orgasmo, Marta ebbe il dubbio che l’uomo non si fosse
infilato il guanto ed infatti ebbe la conferma quando un potente getto di
sborra bollente le allagò l’intestino.
“Non ti preoccupare delle malattie perché ho appena fatto il test e
sicuramente tutta la sborra che ti ho ficcato nel culo non ti metterà
gravida”
Usciti i due Marta si raggomitolò fra le lenzuola e pensò che era stato un
bene fermarsi a quel Motel. L’avevano chiavata in tre uomini facendola
godere come non mai, aveva un mucchietto di soldi per le sue piccole spese,
si era liberata di alcuni complessi sessuali ed infine aveva piantato due
belle corna a quello stronzo di suo marito facendosi sbattere senza il suo
benestare.
Sentii nel profondo di aver raggiunto una nuova emancipazione.
Racconto tratto da:
I racconti di Milù
http://www.iomilu.com/viewstory.php?sid=434 |
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